
Da me a noi
Un mese fa, alla radio, passa “Night and Day” di Ella Fitzgerald e penso che mi piacerebbe ascoltare dal vivo qualche artista che ripropone i suoi brani. Così cerco online e scopro un trio che fa serate al Blue Note.
Sono almeno quindici anni che vorrei andarci: finalmente è arrivato il momento.
Guardo il programma, ma loro ci sono state a settembre e non hanno altre date in previsione. Così cerco un’alternativa. Visto il periodo, sarebbe bello ascoltare qualcosa di natalizio.
Trovo la serata perfetta: 7 dicembre, Karima. Me la ricordo ai tempi delle prime edizioni di Amici, aveva (e ha ancora) una voce pazzesca. E soprattutto canterà canzoni di Natale.
Compro immediatamente il biglietto, ovviamente includendo anche la cena.
Entusiasta di questa nuova esperienza tra me e me, mando un vocale alla mia migliore amica. Mentre gliene parlo, mi torna in mente che forse anche lei aveva detto che le sarebbe piaciuto andare al Blue Note. Così, d’impulso, le chiedo se vuole venire con me.
La mattina dopo, in attesa della sua risposta, racconto la prenotazione a una mia collega e le vedo negli occhi un certo interesse. Invito anche lei.
Quando entrambe mi rispondono di sì, rimango sorpresa da quello che provo.
Era un’esperienza che volevo vivere da sola, e ora mi ritrovo a condividerla con due amiche.
È stato come provare una piccola gelosia verso me stessa, come se quella serata la volessi passare solo con l’Elisa che porto fuori.
Forse qualcuno ha provato qualcosa di simile in coppia, immagini una cena romantica, e invece il fidanzato invita anche degli amici. E tu pensi: “belli gli amici eh… ma io volevo stare vis-à-vis con lui, scambiarci attenzioni e baci”.
Ecco, io sono diventata la persona con cui voglio stare.
È stato incredibile prendere consapevolezza di questo sentimento.
Ed è in quel momento che ho capito che ho tutta la vita per prendere appuntamenti con me, come sto facendo da quasi tre mesi.
È stato come passare da una prima frequentazione a un rapporto stabile. Poter stare insieme ad altre persone senza perdere contatto con l’altro (o come in questo caso, con me stessa).
Ieri, al Blue Note, è stato bellissimo, prima di tutto la compagnia era perfetta, poi il filetto era squisito e infine Karima ha una voce così avvolgente che, quando ha cantato “Who Would Imagine a King” mi ha letteralmente fatta piangere.
Ero partita pensando che, con gli impegni di questo periodo, avrei rimandato le cene da sola a dopo capodanno.
Ma, sento sempre più forte il bisogno di dedicarmi stabilmente delle coccole, quindi stay tuned!




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