Sono dove sono

In questo 2026 non sto smettendo di conoscermi.

Nell’ultimo mese avevo perso le mie energie, ho provato a ritrovarle, ho chiuso la relazione iniziata a gennaio e ho cercato di capire. Capire cosa mi era mancato, cosa avevo dato e cosa non ero riuscita a vedere.

Sono arrivata ad un punto della terapia in cui le riflessioni sono più veloci, ma ancora necessitano di essere snocciolate in seduta. Soprattutto su un tema a me ancora così sconosciuto come le relazioni amorose.

La cosa fondamentale che ho imparato è che non posso arrivare dove non sono ancora arrivata.

Non l’ho capita subito quando la mia psico me l’ha detta, ma in quel weekend tutto è stato chiaro.

Sono dove sono.

Non posso vivere il presente pensando a quello che sarà o che potrebbe essere, vivo oggi con quello che ho nel mio zainetto. E nel mio bagaglio, al momento, manca la gestione di quel trauma che ancora vive in me.

Forse nella prossima relazione avrò imparato a gestirlo, forse la prossima persona al mio fianco non stimolerà quel lato, non mi è dato sapere. Oggi è così.

Tornate quindi le mie energie, sono tornate anche le mie cene in solitaria.

Venerdì, riguardando quel menù di maggio, ormai arrivato al suo termine, ho prenotato per la sera stessa da MuFish a Nova Milanese.
Un giapponese con influenze moderne, non AYCE.
Ci sono stata diverse volte in compagnia, ordinando sempre dalla carta piatti speciali oltre ai nigiri dello chef. Questa volta ho scelto il bancone che, purtroppo, si è rivelato meno comodo del previsto per osservare i cuochi al lavoro, seppur molto bello.
Ho preso il menu degustazione del mese ed ho aggiunto l’abbinamento con 3 (mezzi) calici.

Piccolo benvenuto
Carpaccio di branzino, pomodorini e furikake
Tartare di tonno, tuorlo e tsukemono
Temaki salmone, shiso e yuzu
Vermentino Selenu

Gyoza e fondo di gallina
Tamago crispy, parmigiano e teriyaki
Capasanta gratinata al panko
Chardonnay Constance


Tris sushi dello chef

Wagyu tartufo roll

Tagliolini di mare, burro al limone e bottarga
Black code, zucchina e menta
Timorasso Cantina di Tortona (una bella scoperta)

Da MuFish si sta sempre bene, il servizio è gentile, si prendono il tempo per raccontarti i piatti senza risultare mai invadenti e, nonostante il locale fosse pieno non ho mai percepito fretta ed i piatti sono usciti nei tempi giusti.

E’ sicuramente uno dei miei ristoranti del cuore in zona e, anche da sola, si è dimostrato  all’altezza delle mie aspettative.

E’ stato bello respirare quel momento, un’ora e mezza in cui c’ero solo io, quello che mi piaceva, quello che mi faceva stare bene, da condividere con me.

Non avevo pensato a come sarebbe stato questa volta, me lo sono goduto e basta.
Un senso di libertà assoluto.

Scrivimi un pensiero

Scopri di più da

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere